Torno un attimo sul farfugliamento di Benigni nel momento del ringraziamento a Spinoza. Esso è sintomo di una caratteristica (non necessariamente negativa) del DNA dei comici, dal più piccolo al più grande, che hanno sempre (un po’ di) difficoltà a rendere pubblico il fatto che dietro di loro vi siano professionisti che possano scrivere loro (insieme a loro) dei testi. Il comico, sotto sotto, tende a far credere al pubblico che egli salti sul palco ed inventi là per là tutto quello che dice. Ogni tanto giungono sparuti riconoscimenti, con citazioni affrettate, al momento dei ringraziamenti finali, qualche volta si litiga per il nome in locandina, spesso si combatte per i diritti d’autore e quando anche un nome esce su un trafiletto, incombe l’errore di stampa sul nome o sul cognome.
Qualcuno ricorda a memoria il nome degli autori di Benigni (esclusi i presenti), di Grillo, di Celentano? Come vedete, l’autore non è destinato a divenire famoso, nè un viso noto. Ma credo che possiamo lasciare con serenità ai tronisti della De Filippi l’incombenza di firmare autografi.
Teniamoci stretto il farfugliamento, l’hanno sentito in quasi otto milioni, e ringraziamo Benigni, per un comico è difficile fare di più. Non deve essere quello l’obbiettivo: il farfugliamento serve solo per le nostre mamme (ammesso che sappiano che noi scriviamo su Spinoza). Complimenti a chi è stato prescelto da Benigni per le battute da recitare. Significa pur sempre diventare colleghi di un tale Vincenzo Cerami.