Thursday, Jul 9th, 2009 ↓

“È errore di molta critica corrente considerare la poesia, la musica e la pittura sol come traduzioni in differenti linguaggi di un’unica e identica quantità fissa di pensiero fantastico, integrato da certe qualità tecniche: di colore nella pittura, di suono nella musica, di parole ritmiche nella poesia.
…tutte le arti insieme aspirando al principio della musica, ché la musica è l’arte tipica, l’arte idealmente perfetta, l’oggetto del grande Anders-streben di tutte le arti, di tutto ciò che è artistico o partecipa di qualità artistiche. Tutte le arti aspirano costantemente alla condizione della musica.
…L’arte, dunque, si studia così sempre d’essere indipendente dal mero intelletto, di divenire un fatto di pura percezione, di liberarsi dalle sue responsabilità verso il suo soggetto o la sua materia; … gli elementi così amalgamati insieme, che la materia o il soggetto non colpisce più soltanto l’intelletto; …ma forma e materia, nella loro unione o identità, presentano un singolo effetto alla ragione fantastica.
È l’arte della musica quella che più completamente attua questo ideale artistico, questa perfetta identificazione di materia e di forma. Nei suoi momenti perfetti, il fine non è distinto dai mezzi, la forma dalla materia, il soggetto dall’espressione; ma coesistono e si saturano a vicenda completamente; e ad essa, perciò alla condizione dei suoi momenti perfetti, può supporsi che tutte le arti tendano a aspirino costantemente. Nella musica è da cercare il vero tipo o la vera misura dell’arte portata alla perfezione.”

Studies In the History of the Renaissance, 1873
Walter Pater (via progvolution)

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